Vincenzo Capezzuto Jr – Una settimana e poco più e sapremo chi sarà il nuovo sindaco o sindaca di Procida. Due settimane di campagna elettorale dove, almeno fino ad ora, si difende ciò che si è fatto durante il ventennio “muriano” o la decade “ambrosiana”. Due le strategie in campo messe dalle parti per convincere gli indecisi. Chi si affida a esperti della comunicazione, chi compra like, chi presenzia per strada o ad eventi di qualsiasi tipo (diciottesimi, comunioni, processioni ecc) e chi, infine, resta nel pur sempre sicuro porta a porta dando peso ancora una stretta di mano o a un caffè condiviso.
Contrariamente a sei anni fa la Procida per tutti punta tutto sui social affidando la guida al giovane promettente Intartaglia e all’ever green Elio De Candia da sempre attento cultore della propria immagine. Ovviamente il loro punta di forza restano i super pescatori di voti tra cui è ormai chiaro, , chi sarà, in caso di vittoria, il vice sindaco.
Luigi Muro, invece, punta a promuovere interventi ad effetto (allargamento banchina marina grande, spiagge più ampie, rifacimento piazza della repubblica, feste tutti i giorni etc) per i famosi primi cento giorni accompagnati da operazioni revival che raccontano più l’uomo che il politico.
Strategia opposta invece è quella della Procida che Vorrei che mette sul piatto tutto il lavoro di questi ultimi anni rivendicando con orgoglio la riduzione del debito di circa 17 milioni di euro e il successo planetario di Procida Capitale. Titta Lubrano, che in caso di elezioni sarebbe la prima sindaca della storia di Procida, ancora una volta più che puntare alla forza dei singoli punta alla squadra e alla sua capacità di interagire con la comunità in cui sono ormai evidenti le trasformazioni socio economiche dove il turismo è divenuta la prima forma di sostentamento diretto o indiretto dell’isola insieme alla navigazione.
L’asso nella manica di Muro è la Medicina con l’appoggio, diretto e indiretto, di gran parte dei medici procidani. Quello della Procida ched Vorrei invece continua ad essere la Cultura intesa orami come motore di un successo recente ma ancor più come un volano di uno ulteriore sviluppo futuro. Ed è in quest’ottica che si spiega il ritorno in campo del prof. Nico Granito, l’unico a non avere un profilo social, che punta all’ascolto reale per continuare a colorare e rivitalizzare ogni quartiere dell’isola.
Due modi insomma di intendere il mondo, la vita, la politica ma da cui Procida continua ad aspettare delle risposte.
Il futuro di Terra Murata, la mobilità interna e verso la terraferma, l’Ospedale, la protezione delle baie dall’assalto selvaggio, la riqualificazione di zone abbandonate, la tipologia di turismo a cui puntare, la drammatica diminuzione demografica. Questi solo alcuni dei tempi che faranno la differenza tra le due compagini sperando che, dopo il 25 maggio, si torni ad essere un’unica comunità unita dove le differenze siano un valore aggiunto e non più un motivo di scontro. Buon voto a tutti
