Non è solo una sfilata: è una narrazione in tre capitoli, cucita addosso a un’idea di Mediterraneo come geografia sentimentale. A Procida, nella cornice di Marina Chiaiolella, la stilista Tiziana Tedisco presenta la sua prima collezione personale come un trittico che attraversa Nord Africa, Turchia e Procida.
Il primo atto sceglie la sottrazione: lino e tessuti naturali, cromie di sabbia e argilla, stampe che richiamano simboli tradizionali e lavorazioni che puntano sull’unicità del gesto, come le colorazioni con tè. È una moda che parla di lentezza, tatto, imperfezione come valore e sostenibilità come linguaggio, più che come slogan.
Poi arriva la svolta teatrale: Istanbul come crocevia, i mercati e i palazzi imperiali tradotti in velluti e sete, in un dialogo di magenta, blu zaffiro e oro, con ricami e decorazioni che evocano l’opulenza ottomana, ma senza nostalgia, cercando piuttosto un equilibrio tra tradizione e contemporaneità.
Il finale torna all’isola e al mito: Procida come “canto delle sirene”, tra bianco, trasparenze, organze e ricami. Le silhouette diventano quasi apparizioni, con perle ricamate a mano che affiorano come riflessi e memoria marina.
A completare l’evento, una rete di collaborazioni: live del cantautore Giovanni Block, progetto con Aldam Street Art, video firmato dal regista Emanuele Bonomi, tasting menu curato da Aniello Muro del Seja Restaurant e make-up affidato a Erika. Il risultato è una serata che prova a tenere insieme moda, performance e racconto del territorio.