Vietri. Varco  l’ingresso del seicentesco palazzo D’Avossa all’inizio del corso Umberto I, sede del Comune di Vietri, e incontro Manuel Apicella titolare, col padre Benvenuto, del laboratorio e dell’atelier d’arte Il Vasaio Vietrese. La famiglia Apicella è un’eccellenza nella produzione della ceramica artistica e l’atelier incanta per la sua atmosfera antica che però custodisce anche tanta modernità. Asinelli, Presepi a muro, sirene dalle code variopinte , statuine e vasellame sono un tripudio di artigianalità e colore, esposti su mensole e tavoli insieme a foto di cerimonie e riconoscimenti che la famiglia Apicella ha ricevuto nel tempo per la sua attività e promozione dell’arte della ceramica. Manuel Apicella, giovane decoratore e artista, rappresenta la quinta generazione di ceramisti da parte di madre e la terza da parte di padre, mi parla con orgoglio della tradizione familiare che fa capo al nonno ultranovantenne Raffaele detto Filuccio e dal quale trae ancora insegnamenti e ne assorbe la sapienza. Se il padre Benvenuto è vincitore del mondiale di tornianti a Faenza, Mauel, studia e fa ricerca per rendere la ceramica vietrese  sempre al passo con i tempi, nel rispetto delle tecniche antiche e tipiche del luogo ma con un tocco di originalità che lo contraddistinguono. Sono i decori la sua specialità e ai quali dona la sua essenza e visone del colore. Dal laboratorio al negozio-atelier d’arte ogni passaggio di produzione è realizzato a mano con cura per i dettagli e quelle magiche imperfezioni che fanno della decorazione e dell’arte del tornio un’eccellenza dell’artigianalità italiana.  

Manuel benvenuto su Eccellenze made in Italy, sei la terza generazione della famiglia Apicella. Cosa ti piace dell’arte della ceramica?

Grazie a te per l’invito a entrare in rubrica. La ceramica mi dona la possibilità di dare forma e colore ai miei pensieri .

Da quanto tempo esiste la bottega d’arte di famiglia?

Mio nonno ha iniziato a lavorare all’età di 8 anni nelle piccole faenzere che c’erano all’epoca nel paese, continuando ancora oggi, all’età di 93 anni, a plasmare e modellare l’argilla con la stessa passione di quand’era bambino. Mio padre ha seguito le orme di mio nonno iniziando da piccolo ad imparare l’arte del tornio fino ad arrivare a vincere il mondiale tornianti di Faenza. Nel 1999, dopo aver lavorato separatamente, decisero di aprire il laboratorio e nel 2008 mio padre aprì la bottega “Il Vasaio Vietrese “ dove oggi, anche io ne faccio parte.

Che particolarità hanno le vostre ceramiche?

Le nostre ceramiche hanno caratteristiche sia della tradizione che dell’innovazione. Cerchiamo di rispettare i colori che caratterizzano Vietri dando nuova vita a forme e decori.

Cosa ti insegna lavorare con tuo nonno?

È una  fonte di ispirazione continua sia per la parte tecnica che nella passione che mette nel creare le sue opere. È per me un privilegio continuare una tradizione di famiglia come terza generazione dal lato di mio padre e la quinta dal lato di mia madre.

Le tue creazioni personali in cosa consistono?

I miei tratti si ispirano alla tradizione ma al contempo cerco imprimere nel disegno le mie passioni : i libri che leggo, la musica, il mare, lo spazio e tutto quello che mi dà un brivido, che sia piacevole o meno.

Quali sono i passaggi di lavorazione della ceramica vietrese dall’impasto di argilla fino al prodotto finito pronto alla vendita?

Si inizia dall’impasto dell’argilla poi si modella o al tornio o mano. Il pezzo creato viene rifinito e poi messo ad essiccare. Quando ha perso l’acqua al suo interno diventando duro viene cotto la prima volta a 980 gradi. La cottura ha un ciclo di durata di circa 20 ore. Quando esce dal forno il pezzo ha il caratteristico colore rosso biscotto, così può essere smaltato e decorato ed avere l’ultima cottura con temperature e durata simile alla prima. Il pezzo finito è lucido con colori vivaci caratteristici della nostra ceramica vietrese.

Anche l’argilla appartiene al territorio?

C’è ancora qualche cava di argilla a Rufoli e Ogliara nella provincia di Salerno.

Perchè l’asinello è il simbolo di Vietri?

L’asinello è il simbolo della ceramica vietrese perché prima le strade erano semplici mulattieri e l’unico animale che riusciva a portare sia i viveri che gli oggetti in ceramica nelle varie frazioni, era il nobile asino o”ciucciariello”.

Quali sono i prodotti più richiesti dalla clientela italiana e internazionale, e quali i soggetti che preferisci realizzare?

I nostri clienti sono attratti soprattutto da stoviglieria, vasellame e oggetti d’arredo oltre a oggetti personalizzati. Mi piace molto realizzare velieri, scene notturne, scene marine, galassie e nebulose.