Una storia nata per mare , fatta di abissi la cui oscurità è illuminata dai sentimenti che sovrastano le diversità di specie e non si fermano davanti a linguaggi differenti ma sono guidati dai cuori e dalla volontà che anche nel mare più profondo non smettono di palpitare e istigare a proseguire, è la storia di “Inseparabili” di Francesca Leoneschi e Iacopo Bruno, grafica e illustratore fondatori di The world of dot. Gli autori ci
Francesca la storia nasce in mare, è una dedica ma anche un’opera necessaria per te e Iacopo che sul mare ci siete nati?
Sì, questo racconto è nato un giorno d’estate sul nostro gozzo Alina, navigando davanti alle Cinque Terre insieme a carissimi amici. È nato un po’ per gioco e un po’ no. Cercavamo una storia dal gusto leggermente gotico, legata all’estetica del lutto in epoca vittoriana. Quando, scherzando, l’abbiamo immaginata sott’acqua, io e Iacopo ci siamo guardati e abbiamo subito visualizzato enormi razze che oscuravano la luce del sole e branchi di seppie che tingevano il mare di nero per il funerale del Principe Consorte. Siamo nati vicino al mare e, dopo una vita vissuta tra Roma, New York e Milano, da circa sei anni viviamo a Levanto, sul mare. Siamo certi che, se non avessimo ritrovato questo contatto così profondo con la natura, al quale siamo visceralmente legati, probabilmente Ichi e Lucy non sarebbero mai affiorati nella nostra immaginazione. Quindi sì, Inseparabili è anche una dedica al nostro mare.
- ”Inseparabili” è una storia di amicizia, di amore, di rispetto ma è anche una storia gotica?
È la storia di un’amicizia interspecie che va oltre il linguaggio e le parole. Ichi e Lucy affrontano il dolore e proprio nel dolore trovano la comprensione e l’empatia che li uniranno per sempre. I toni cupi del lutto, della morte, dell’Abisso e un’estetica vagamente vittoriana declinata in ambiente marino ne fanno una fiaba dal gusto gotico, ma non è mai stata una priorità. Inseparabili ci rappresenta. Racconta i nostri amori e le nostre ferite.
- Il valore e il rispetto per la natura e gli esseri viventi quanto sono fondamentali da divulgare e condividere soprattutto in questo periodo ?
Sono valori fondamentali per noi e ci auguriamo che arrivino ai lettori. Il valore dell’amicizia incondizionata, l’accettazione del diverso, la possibilità di comunicare anche quando sembra impossibile perché i mondi di appartenenza sono lontani. Lucy e Ichi, una bambina naufraga che ha perso se stessa e un piccolo polpo che ha perso il padre, riescono a farlo e speriamo possano essere d’esempio. Viviamo in un mondo in trasformazione che sembra aver perso la rotta. Non smarrire i valori davvero importanti significa, per noi, riportare la barra al centro e tornare a navigare nella direzione giusta.
- il libro è nato in tandem, parole e disegni. L’idea di Ichi da chi è partita?
Francesca ed io siamo una coppia nella vita e nel lavoro da moltissimi anni e questa vicinanza fa sì che ci basti uno sguardo o una parola per capirci. Abbiamo scritto a quattro mani e immaginato Ichi e il suo mondo con grande naturalezza, nonostante la scrittura non sia il nostro principale mezzo espressivo. Come dicevamo, il personaggio di Ichi è nato un po’ per gioco, un giorno in barca con carissimi amici. Il resto è venuto fuori in modo molto spontaneo. Realizziamo libri e illustrazioni per altri autori da tutta una vita e questo ci ha sicuramente aiutati quando abbiamo finalmente dato forma a un libro tutto nostro.
- Com’è stato lavorare insieme a un libro tutto vostro?
È stato molto impegnativo dal punto di vista professionale, perché siamo entrambi molto severi con noi stessi e le aspettative erano altissime. Allo stesso tempo, costruire i personaggi, renderli credibili, immaginare il loro mondo e i luoghi in cui si muovono è stato meraviglioso. A questo abbiamo dedicato moltissimo tempo, soprattutto durante i nostri lunghi spostamenti in macchina.
- Il potere delle parole è salvifico per Ichi?
Sì, Ichi è convinto che la parola che sta incidendo con estrema cura su un corallo salverà la vita del padre. Crede talmente tanto nel potere delle parole da essere sicuro di poter sconfiggere la morte. Anche noi, come Ichi, crediamo nell’importanza delle parole. Quelle giuste possono essere di grande aiuto nella quotidianità e nei momenti più difficili della vita. Purtroppo, però, la morte è inesorabile per sua natura e uno strano viandante con una grossa chela rossa, che per noi rappresenta una falce nel regno marino di Ichi, porterà comunque via l’anima del padre.
- La Golden Mary che luogo simbolico rappresenta?
La Golden Mary è il veliero che, affondando in un terribile naufragio, ha strappato il cuore di Lucy. Nasce da una libera interpretazione di un racconto di Charles Dickens, Il naufragio della Golden Mary. Nel testo originale perde la vita una bambina di nome Lucy Atherfield, da cui prende forma il nostro personaggio. Nel nostro racconto il relitto diventa il rifugio di Lucy, persa nelle oscurità dell’Abisso. Sarà la sua casa, la sua cameretta, l’unico luogo in cui si circonderà delle poche cose che ama. È la nave che le ha strappato il cuore, nascondendolo tra le sue assi, ma è anche la nave che la protegge dall’oscurità. In Inseparabili nessun luogo o personaggio agisce con un intento preciso, ma secondo la propria natura. La Golden Mary può essere spietata nel momento del naufragio e allo stesso tempo un rifugio quando giace sul fondo del mare. Così come l’Abisso, che in qualche modo è l’antagonista di Lucy e Ichi. Per sua natura è buio, freddo e inospitale, ma al tempo stesso protegge le anime delle creature marine.
- Lucy è un personaggio importante, quanto il suo coraggio diventa esempio universale contro le paure e l’isolamento?
Lucy non è coraggiosa, è ostinata. Non si arrende al destino che sembra già tracciato per lei e continua, senza mai fermarsi, a cercare il suo cuore. Vive chiusa nella sua cameretta, nel relitto della Golden Mary, fino all’incontro con Ichi lei resiste alle sue paure più che affrontarle. Con Ichi cambierà tutto. Grazie alla sua presenza e al legame che nasce tra loro, Lucy troverà il coraggio di allontanarsi da quel rifugio e di mettersi davvero in cammino. Anche in questo caso è l’amicizia e il sostegno dell’altro, a generare il coraggio necessario per affrontare la paura e l’isolamento.
- Il dolore si sconfigge vincendo sulle paure?
Pensiamo che il dolore faccia parte di ognuno di noi e Inseparabili nasce anche dalle nostre ferite. Il dolore è un compagno di viaggio con cui convivere e nel quale, a volte, ci si può rifugiare. Non è un nemico da sconfiggere, ma una parte di noi. Lucy e Ichi lo attraversano con dolcezza e lo portano con sé nel loro viaggio. Le paure le superano incontrandosi, perché insieme il cammino è meno spaventoso.