Runcini, un ragazzo di 89 anni con la passione per il fantastico

Giuseppina Di Rienzo | Difficile credere che il ragazzo Runcini se ne sia andato (lo studioso è morto ieri notte a Terni), soprattutto per chi ha avuto il privilegio di frequentarlo come infallibile maestro, e giovane amico con cui andare anche al cinema, e ridere da spensierati compagni. Se ha ragione Feuerbach nell’affermare che l’uomo è ciò che mangia, il professore Romolo Runcini, esperto divoratore del fantastico, ha perfettamente incarnato — attraverso il corpo: occhi, sorriso, gesti — il risultato dei suoi studi, rimandando nell’arco di un’intera esistenza la sua serena distanza, l’immagine di chi ha saputo inventarsi un valido strumento di tutela: l’immersione in un felice grembo amniotico, a difesa dalla «paura». Su quel «riflesso», declinato in tutte le sue forme, «sentimento di destabilizzazione del soggetto o della collettività in presenza di una minaccia», lui ne sapeva una più del diavolo, avendolo scelto come tema centrale del suo insegnamento, svolto per più di trent’anni presso l’Istituto Orientale di Napoli, affinando e affilando perciò armi che poi ha trasferito anche al suo cammino di uomo, diventando lo specchio delle proprie convinzioni. «Si definisce fantastico», diceva, «il percorso di un soggetto che attraversa la soglia tra reale e irreale». Non erano solo teorie socio-filosofiche, erano precisi metodi di vita, come la decisione, a settant’anni, di trasferirsi nell’isola di Procida, dopo i trent’anni vissuti a Roma. IL TRASFERIMENTO A PROCIDA – «L’isola», diceva, «e in particolare Procida, non ancora completamente contaminata dalla tecnologia, è il luogo che meglio realizza quella capacità di «fare un passo indietro», capace perciò di ritualizzare situazioni ed eventi, secondo i codici della antica conoscenza sapienzale». Quindi, a luglio del ’98, lasciò la casa di Roma partendo alla volta dell’isola, accompagnato da una carovana di mobili, oggetti, gatti, e un tir di dodici metri colmo di ventiduemila libri, e centinaia di giocattoli. L’isola è «archetipo dello spazio immaginario», sosteneva, «rappresenta il non conosciuto, l’estraneo, il diverso, ma anche il suo opposto, quindi purezza, bellezza, libertà». Tutto questo ha significato Procida, per lui; il luogo dove realizzare il suo Centro Studi sul Fantastico, disegno al quale in molti aderirono, tra cui anche l’allora sindaco Luigi Muro; progetto però mai decollato, per intoppi amministrativi e burocratici. Ma Romolo Runcini, ben temprato contro le avversità del reale, ha proseguito imperturbabile, sicuro di esorcizzare la «paura» con la forza dei libri, e del gioco. Nel suo studio, la folla di giocattoli che si alternavano ai volumi non erano in semplice esposizione, spiegava sorridendo, ma disposti in relazione gli uni con gli altri, a farli conversare, tentare di comporre e ricomporre mito, storia, realtà, fantasia… Solo in un paio di occasioni, alcune ombre gli hanno attraversato lo sguardo. Una volta in previsione del suo ritorno a Roma, dopo dieci anni di vita procidana, quando confessò il timore di non poter più ritrovare, in città, la dimensione giusta per continuare a scrivere. E quando, in occasione del suo ottantesimo compleanno, io stessa gli regalai un ritratto, uno dei tanti che gli rubavo, fotografandolo per casa e nello studio. Gli porsi il pacchetto, e lui lo accolse con il consueto entusiasmo: un brillìo negli occhi, subito oscurato.Grazie, disse soltanto, chiarendomi solo in seguito, con una lunga lettera, dopo un periodo di silenzio, il senso della sua delusione. Con quella foto lo avevo incautamente, e bruscamente, messo a confronto con la realtà. Chi è questo vecchio? si era detto, annaspando, perdendo per un attimo le sue certezze. E chissà, mi chiedo, cosa avrà mai pensato, ora, quali armi avrà opposto, in presenza del concreto fantasma della fine? Di sicuro l’immaginazione, che per Romolo Runcini è stata unica «sfida contro la morte, non già l’armonia di uno sguardo abituale, bensì lo stupore di un’esitazione tra vero e simulato, evidenza e illusione».

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